Gli avvocati che possiedono dei contributi versati alla Cassa Forense, cioè la cassa degli avvocati, devono sapere che la pensione non si calcola come i trattamenti Inps, ma viene determinata con dei metodi differenti.

Oggi ci occuperemo di tutto quello che c’è da sapere sul calcolo retributivo e contributivo, calcolo delle proquote e della quota modulare.

Calcolo Retributivo nella Cassa Forense


Il calcolo retributivo previsto dalla Cassa Forense si basa sulla media dei redditi professionali (entro la soglia massima pensionabile), escluso l’ultimo (i redditi sono rivalutati per l’indice Foi dell’Istat), moltiplicata per il coefficiente 1,40% e per il numero di anni di contribuzione alla Cassa.

Ad esempio, se la media dei redditi professionali, escluso l’ultimo, è pari a 30.000 euro e l’interessato possiede 33 anni di contributi, la pensione ammonta a 13860 euro annui (1066,15 euro per 13 mensilità).

Calcolo Contributivo col pro rata nella Cassa Forense

Chi possiede anzianità precedenti al 2012, poi, ha diritto a un calcolo ancora più favorevole, perché il calcolo delle prestazioni viene effettuato in base al principio del “pro- rata”.

In particolare, col pro-rata l’anzianità contributiva è divisa in quattro classi, o proquote:

QUOTA A O PROQUOTA 1, per le anzianità maturate prima del 31.12.2001:

Si calcola moltiplicando le anzianità maturate per la media dei migliori 10 degli ultimi 15 redditi dichiarati, rivalutati in base all’inflazione, in funzione delle aliquote di rendimento e degli scaglioni riportati di seguito:

reddito sino a 48300 euro: aliquota 1,75%;

reddito da 48301 a 72700 euro: aliquota 1,50%;

reddito da 72701 a 84500 euro: aliquota 1,30%;

da 84501: aliquota 1,15%.

QUOTA B O PROQUOTA 2, per le anzianità maturate tra l’ 1.1.2002 e il 31.12.2007:

Si calcola moltiplicando le anzianità maturate per la media dei migliori 20 degli ultimi 25 redditi dichiarati, rivalutati in base all’inflazione, in funzione delle medesime aliquote di rendimento e degli scaglioni esposti in precedenza per la Quota A.

QUOTA C O PROQUOTA 3, per le anzianità maturate dal 1.1.2008 al 31.12.2012:

Si calcola effettuando il prodotto delle anzianità maturate per la media di tutti gli anni escludendo i peggiori cinque, rivalutati in base all’inflazione, in base alle aliquote di rendimento ed agli scaglioni riportati di seguito:

reddito sino a 72600 euro: aliquota 1,50%;

reddito da 72601 euro: aliquota 1,20%.

QUOTA D O PROQUOTA 4, per le anzianità successive all’ 1.1.2013:

La Quota D è pari, per ogni anno di anzianità successivo al 2012, alla media di tutti i redditi dichiarati, rivalutati in base all’inflazione, moltiplicata per un’aliquota pari all’ 1,4% su tutto il massimale pensionabile. Detta aliquota, a partire dall’anno 2021, sarà modificata in funzione dell’andamento della speranza di vita.

Calcolo Quota modulare nella Cassa Forense


La quota modulare della pensione di vecchiaia è determinata secondo il metodo di calcolo contributivo definito dalla Legge Dini, ma con dei correttivi.

Nel dettaglio, il montante contributivo individuale al 31 dicembre di ciascun anno è costituito dalla somma dei contributi facoltativi versati dall’iscritto: il montante è rivalutato su base composta al 31 dicembre di ogni anno, ad un tasso annuo di capitalizzazione pari al 90% della variazione media quinquennale del tasso di rendimento netto del patrimonio investito dalla Cassa Forense in tale periodo, con un valore minimo dell’1,5%.

Il montante contributivo rivalutato viene poi trasformato in pensione secondo i seguenti criteri:

per i primi 3 anni di applicazione del nuovo regolamento della Cassa Forense (sino al 2018), utilizzando i coefficienti per età, come previsti dalla legge Dini e successivamente modificato;

successivamente, con coefficienti per età costruiti tenendo conto delle particolari caratteristiche demografiche della categoria degli avvocati e dei conseguenti effetti attuariali, come risultanti dalla redazione dei bilanci tecnici.